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Anno: 2003
Premi:
Finalista nel Premio "Enrico Maria
Salerno" 2003
Personaggi:
Martin Gross, Oliver Gross, Levi (due
uomini, un ragazzo)
Sinossi:
Nel 1998 Heinrich Gross, noto psichiatra
austriaco che durante il nazismo aveva lavorato nella celebre clinica viennese
“Steinhoff” fu accusato di crimine contro l’umanità per l’uccisione di circa
800 bambini, considerati “di razza inferiore”. Gross li avvelenava e poi usava
i cadaveri per i suoi studi. Nella cantina dell’istituto, dove Gross tornò a
lavorare a guerra finita, furono ritrovati circa quattrocento cervelli di
bambini sotto formaldeide: il medico aveva continuato i suoi esperimenti fino
al momento del processo. Eppure Gross venne prosciolto per demenza senile e
insufficienza di prove. Adesso vive libero nella periferia di Vienna.
Qui si ipotizza che Gross abbia un
nipote. E che anche il nipote abbia una cantina.
Rappresentazioni:
non è mai stato rappresentato
Traduzioni:
non
esistono traduzioni in altre lingue
In due righe:
LEVI: Qual'è il confine tra un elettrochoc e la sedia elettrica? Tra l'eutanasia e l'omicidio? Tra l'ospedale e il lager? Chi può decidere se un medico è un criminale o un benefattore dell'umanità?
MARTIN: Che vuole Levi? E' notte, sono sfinito, mi sembra di assistere a uno squallido filmetto storico sulla Germania del Terzo Reich. Ma l'ho visto talmente tante volte che potrei recitarglielo a memoria.
LEVI: Giusto. Facciamo un po' di cinema. Qualcosa di più concreto di un'intervista o di quei noiosi documentari sull'olocausto.
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