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Ecco alcuni commenti sul corso degli allievi di quest'anno 2013, insieme a qualche breve estratto dei testi che hanno scritto!

“Il metodo didattico è davvero stimolante. Imparare sul campo, scrivendo un testo, a mio avviso è il modo migliore per acquisire dimestichezza con la drammaturgia. La grande esperienza e spiccata sensibilità di Laura permettono di instradare al meglio l'allievo, fornendogli suggerimenti indispensabili per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per quanto riguarda la tecnologia utilizzata, credo che Skype consenta di interagire praticamente come dal vivo e forse il livello di attenzione sia anche maggiore”!

(Alessandra)

 

Da “Sonno profondo”

 

Monologo Alice

ALICE – Eh, bella… ma va là! Da giovane sì, che ero bella. Quando avevo vent'anni gli uomini si giravano a guardarmi, sai? E poi... e poi purtroppo gli anni sono passati e la bellezza è sfiorita... Fino ai trenta sembra che il tempo non passi mai... poi, all'improvviso, accelera e scorre sempre più veloce, inesorabile, tic, tac, tic, tac, e senza accorgertene ti ritrovi a cinquant'anni, così, in un batter d'occhio. Se riuscissimo, non ti dico a fermarlo, ma quantomeno a rallentarlo... Invece no! Non ti puoi sottrarre alle rughe, ai capelli bianchi, agli acciacchi, alla pelle che avvizzisce, alla vecchiaia... Guardami: se non fossi dovuta salire con la scala mobile perché mi ero dimenticata una miracolosa “crema antirughe”, a quest'ora non mi troverei qui. Tutta colpa della vecchiaia che incombe...

Dialogo tra Ernesto e Alice:

ALICE – E io che mi sono sempre domandata che donna si nascondesse dietro a quelle parole... Mio marito è Betty, della rubrica “Delusioni d’amore”.

ERNESTO (accarezza i capelli ad Alice) – Lo sai che sei invecchiata cara? Ma rimani sempre bella, non preoccuparti...

ALICE – Ah, grazie eh!

ERNESTO – La verità è che siamo invecchiati tutti e due... Ti ricordi quando ci conoscemmo? Ne è passato del tempo, eh? Eravamo così giovani, pieni di sogni, di speranze e poi... e poi siamo invecchiati. Quanti capelli bianchi... Quando è stata l'ultima volta che mi sono preso cura di te? Forse a Parigi, a quella  manifestazione, era il '79 ti ricordi? “Saremo i pirati delle baleniere!”. Sugli champs elysees gli sbirri tirarono i lacrimogeni ed iniziammo a correre...

ALICE – Ma che c'entra adesso?                

ERNESTO – Quanto mi piaceva vederti correre. Avevi i capelli neri, lunghi e sciolti, ad un certo punto inciampasti, e cadesti a terra e ti slogasti la caviglia...

ALICE – Già, la mia caviglia, che male!

ERNESTO – Ti portai al pronto soccorso, a cavalcioni. Gli sbirri ci menarono pure! Ma quanto ci divertimmo...

“In termini generali non posso che dirmi pienamente soddisfatto di questo ciclo di lezioni; mi ha permesso, innanzitutto, di iniziare a modellare, nella mia mente e sul foglio, la storia che voglio raccontare in modo nuovo, a guardare in angoli della struttura del testo teatrale che non ho avevo mai osservato prima, come ad esempio l'evolversi di certi legami apparentemente nascosti che si creano tra i personaggi e l'enorme potenziale che possono sprigionare; a costruire una storia partendo da fondamenta più solide, rispetto a come ero solito fare e ad aggiungere in modo logico e ordinato i mattoni su queste fondamenta, per sviluppare una trama stabile e credibile. A tessere, e dosare, gli elementi di contrasto.

Non per ultimo, ho trovato un tale legame con i miei personaggi e un rapporto tra loro che prima non conoscevo e non pensavo di riuscire a creare. E che, alla fine del percorso, crea una sensazione di piacere/dispiacere nei loro confronti, nell'apporre il punto all'ultima battuta della pièce.

Il mio giudizio sull'utilizzo di skype non può che essere positivo in quanto permette di abbattere costi, tempi e distanze e garantire la qualità della lezione singola e di persona e, non da meno, consente a chi, come me, abita a qualche centinaia di chilometri di seguire le lezioni”.

(Gabriele)

 

Da “Interno 4”

 

Diego: Fa bene a non mangiarli i pomodori. Giusto, solo prodotti tipici, ad ognuno il suo. Filippo, possiamo offrire al signore delle carote o dei cetrioli? O dei finocchi. Le piacciono i finocchi, signor Pietro? A casa nostra solo di prima scelta.

Filippo: Hai intenzione di ubriacarti anche oggi? Lo scusi, quando si è stanchi si rischia di straparlare.

Diego: Va bene, vi faccio un caffè? Scusate ma si è fatto tardi e domani mattina la mia sveglia suona alle 6.

Luciana: Non avete ancora assaggiato la nostra torta.

 



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