|
|
|
 |
|
Terapia Antidolore Anno: 2004
Personaggi: Gina, Lele, Il Padre, Donna Nigeria, Giulia, Dragana. (due uomini, quattro donne)
Sinossi: Il Padre è in ospedale, ha un cancro e si sottopone a terapia senza conoscere la natura del suo male. Due Figlie e un Figlio si riuniscono intorno al suo letto e confrontano le loro vite, all’ombra della sua morte. Gina è un dottore che ha rinunciato ad un importante progetto in Africa; Lele, eternamente sovrappeso, è appena stato lasciato dalla moglie e Giulia ha abbandonato da tempo il suo amore per il teatro per diventare una sceneggiatrice di soap di successo. Ma via via che il Padre assume la morfina e inizia a dire cose sconnesse, i tre scoprono che ha un’amante, una giovane rifugiata dal Kossovo e che lei è incinta.
Lo shock della rivelazione introduce molti cambiamenti nei rapporti tra i personaggi e li costringe a mettersi a nudo, per affrontare il loro passato e il loro destino. Una “terapia del dolore” è ciò di cui hanno bisogno, per uscire da uno stasi che uccide i sentimenti. Il testo alterna uno stile realista a momenti di umorismo surreale.
Rappresentazioni:
GERMANIA: 2006 Theater Lubeck, regia Gabriel Diaz
FRANCIA: settembre 2007 "Espace Malraux" di Chambery, nell'ambito dell'iniziativa "Carte blanche" promossa da ETI/ONDA 3 ottobre 2008 Festival Actoral Montevideo 18 ottobre 2008 Theatre Les Ateliers, Lyon gennaio 2009, Festival Presences Italiennes, Theatre Garonne, Toulouse febbraio 2009, Theatre National de Strasbourg Messo in scena da Yvan Garouel al Theatre Manufacture des Abbesses di Parigi (settembre-novembre 2009)
ITALIA: OUTIS, Piccolo Teatro di Milano (settembre 2005) Regia di Lukas Hemleb. Con Ruggero Dondi, Massimo Giovara, Arianna Scommegna, Matilde Facheris,
Traduzioni:
tedesco (Ingeborg Kanz), francese (Carlotta Clerici). Pubblicato dalla rivista Sipario e dalla Casa editrice francese L'Harmattan. In due righe:
GINA Mi ha chiesto se sono felice. Due volte. Nostro padre. Ho sempre
pensato che fosse solo una parola stupida, la felicità. La risposta al sette
verticale in qualche cruciverba.
GIULIA Felicità presuppone che riusciamo a sentire. Non cè morfina che
salvi dalla vita. È una malattia che non si può curare. Per sentire a volte
bisogna toccare il fondo.
GINA Fa molto male.
GIULIA Lo so. Dobbiamo lasciarlo andare, Gina. Accettare il fatto che non ci mancherà. Che era già morto da tanto tempo. Questa occasione con lui non cè stata.
GINA Non so se ce la faccio. Non lo so. Vuoi vedere un frammento di video della produzione tedesca?http://www.youtube.com/watch?v=JLOA6qCiPkQ
 |
|